Vogue Sposa addio

E’ di questi giorni la notizia della chiusura di quattro testate della famiglia Condé Nast fra le quali Vogue Sposa.

Non sto a tediarvi con tutti i particolari del caso, che sicuramente trovate in siti con un taglio più giornalistico del mio. Il mio vuole essere semplicemente un addio personale alla testata che per quanto riguarda il mio settore è “la rivista”.

Ci sono cose che quando accadono mi colpiscono profondamente, perché è come se segnassero dei limiti, come se venissero tirate delle linee immaginarie e da lì si dovesse ripartire.

Sono oramai vent’anni che lavoro nel mondo del wedding e prima di lavorarci mi sono sposata e sono stata dunque io stessa una sposa e come sposa ovviamente da dove credete che sia partita? Ma da Vogue Sposa ovviamente, come tutte le spose della terra. Ho sempre detto: non esiste sposa che per prima cosa, una volta ricevuta la proposta, non si precipiti in edicola a comprare Vogue Sposa, perché è da lì che fino ad oggi si partiva.

Forse è per questo che la notizia mi ha colpito tanto o forse perché già è difficile in questo momento storico dove tutto va a 200 all’ora, rimanere sempre sul pezzo, stare al passo con i nuovi tempi, i nuovi social, le nuove tendenze, le nuove leve che portano nuove idee e nuovi spunti e tu, che invece sei ancora un superstite della vecchia scuola, devi riuscire sempre a cambiare pelle e a rinnovarti e a re-immetterti sul mercato ogni anno come se fossi nuovo. Se però i capisaldi restano lì, fermi, riconoscibili, le famose colonne che tu pensi non potranno mai crollare riesci comunque a ritrovare sempre i tuoi punti fermi, riesci sempre in qualche modo a riconoscere il tuo mondo, ma quando anche questi punti di riferimento spariscono allora tutto deve essere nuovamente inventato e tutto va visto con nuovi occhi un’altra volta.

Sicuramente è bello il dinamismo, i cambiamenti fanno parte della vita e ok, lo diciamo sempre. Sicuramente è bello e stimolate dover restare sempre sul pezzo, ma il rovescio della medaglia è che ho la sensazione che tutto sia talmente effimero che non si può più avere quella bella sensazione del punto di arrivo, quando guardi quello che hai costruito con orgoglio e ti dici “ce l’ho fatta”. Non hai nemmeno il tempo di fermarti e girarti.

Oggi tutti siamo tutto e domani tutti siamo nessuno.

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